L’Arpa eolica di Mazzano – Negrar – Verona

bandiera ita02 Versione italiana

Arpa Eolica Mazzano picFoto di Pietro Filipponi

 

6, 70  metri altezza dell’oggetto 

30  gli artigiani impegnati per la costruzione

400 i partecipanti all’inaugurazione

5.700 visite al principale video caricato su Youtube

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L’Arpa eolica di Mazzano è un monumento realizzato a Negrar, provincia di Verona, fortemente voluto dal Gruppo Sportivo e Culturale di Mazzano. Da anni gli abitanti della frazione negrarese desideravano avere un’opera a ricordo dei loro cari scomparsi, per questo motivo vi è stata una grande partecipazione che ha coinvolto praticamente tutta la cittadinanza nella realizzazione e nella condivisione di questo particolare progetto.

Il monumento, inaugurato nel novembre del 2015, è costituito da un basamento di pietra di Prun al quale è fissato un telaio realizzato con tubolari d’acciaio che ingloba una cassa armonica di rame. L’impianto sonoro è composto da sei corde di differenti lunghezze e materiali tenute in tensione dai loro “rimandi” corredate da altrettanti tiracavi che ne permettono l’accordo armonico; la parte sonora è completata poi da due sonagli eolici a percussione (wind kimes) in lega d’alluminio che simulano il suono di campane lontane. 

In presenza di vento, l’Arpa eolica di Mazzano è in grado di produrre melodiosi suoni udibili a circa 3 – 4 metri di distanza. 

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Aeolian Harp Ferlenga

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Arpa eolica Giuseppe Ferlenga 038
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 alcune delle principali fasi di assemblaggio dell’arpa al suo basamento

Arpa Eolica Mazzano mola02

Arpa Eolica Mazzano mola03

arpa eolica Giuseppe Ferlenga 039

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Che cos’è un’arpa eolica

L’arpa eolica è uno strumento sonoro a corde molto antico, forse di origine preistorica. Secondo la mitologia greca fu inventata dal Dio Eolo, il Dio del Vento, e di lì il nome:
Arpa (perché ricorda lo strumento musicale dell’arpa) ed Eolica, o Eolia (da Eolo, o “vento”).
Questo genere di strumento è indubbiamente atipico perché non vi è la possibilità, da parte dell’uomo, d’intervenire sulle melodie prodotte, ma è la natura (il vento, appunto) a produrre suoni in maniera armonica e sempre nuova.
Vortex-street-animation I vortici che vengono a crearsi dal flusso d’aria che investe le corde di un’arpa eolica sono alla base del fenomeno fisico che porta tali corde ad entrare in risonanza ed a generare i caratteristici suoni di questi incredibili strumenti. -  Animazione di: Cesareo de La Rosa Siqueira  -
 
Arpe eoliche di piccole dimensioni, di legno e corde di budello, pur restando oggetti di nicchia, ebbero una qualche diffusione in epoca romana ma soprattutto durante il romanticismo nei paesi anglo-sassoni. Benché numericamente parlando questi strumenti siano sempre stati molto rari, non mancarono di suscitare grande curiosità ed interesse tra scrittori, poeti e musicisti, al punto d’essere eletti come “lo strumento musicale più romantico che esista”; questo in virtù sia del fatto che la sua maggior diffusione avvenne in epoca romantica e sia, soprattutto, per il grande fascino che scaturiva ascoltandone il suono.
 
Un suono descritto per esempio in maniera molto suggestiva dal poeta James Thompson nel suo poema Castle of indolence del 1748.
 
 
“Una particolare musica, mai udita prima, ora portò sollievo alla mente melanconica e pensosa, con i suoi maestosi suoni, finalmente attesi.
Suoni sulle lunghe corde, agitate dalla delicatezza del vento, mosse dalla sua stessa armonia che, come ariose dita volanti di luce, nessun tocco potranno mai dare delle pur raffinate dita mortali.
Il Dio dei venti suona queste profonde delizie dove solo l’arpa eolica può arrivare.
Ahimè! Quale mano potrà mai toccare le corde così soavemente?
Chi ha tale perfezione di suono?
Perché tali dolci, melanconiche e così divine arie solenni,
rimangono sempre nell’anima?
Ora cresce l’amore rapito, ora il piacevole oblio… e si respirano gli inebrianti suoni attraverso la voce del cuore.
Ed adesso, come un velo sacro che aleggia, come quando angeliche mani compongono un inno, i suoni selvaggi della Natura diventano il tutto, al di sopra della più alta forma d’arte!”

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François Boucher_ Giunone chiede ad Eolo di scatenare i venti

  “Giunone chiede ad Eolo di liberare i venti” – Quadro di François Boucher – 1769

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“Conoscevo solo teoricamente che cosa fosse un’arpa eolica fino a tre anni fa, prima cioè d’iniziare a sperimentare in tal senso con quell’elemento inafferrabile e bellissimo che è il vento.
Conoscevo dalle stampe d’epoca come erano fatte le arpe eoliche del passato e, da alcune fotografie, quelle elaborate dai rarissimi artisti contemporanei che con grande sensibilità avevano deciso di compiere un percorso artistico in qualche misura legato alla Land Art; tuttavia, quali suoni potessero produrre questi strumenti e, soprattutto, quale fascino potesse scaturire nell’ascoltarli, era al di fuori della mia immaginazione.
In una giornata che soffiava un buon vento caldo di scirocco decisi però di mettere in tensione dei cavi, ed utilizzando dei barattoli di latta quali cassa armonica, iniziai ad estrapolare i primi suoni udibili. Ero ancora molto lontano dal realizzare un qualche cosa che suonasse in maniera melodiosa, ma quel giorno mi fece incontrare una dimensione dell’arte molto onirica e concettuale.
Come per i miei lavori legati alla scienza gnomonica, capii che anche le arpe eoliche erano strumenti nelle mani della natura, una natura che li utilizzava per produrre il risultato finale; ma, nel caso delle arpe accarezzate dal vento, l’aspetto sperimentale dell’uomo rubava la scena al pur altrettanto importante aspetto scientifico di calcolo.
Ed è così che sempre più spesso mi trovavo a sperimentare in luoghi dove il vento era generoso, trascorrendo delle giornate che custodirò sempre tra i tesori più preziosi della mia memoria.
Già, perché quando quelle corde tenute in tensione su di un telaio iniziavano veramente ad andare in risonanza con il vento, e quella cassa armonica cominciava ad avere una buona proporzione, ecco che la musica che ne scaturiva cancellava come d’incanto la ricerca formale che aveva portato a quella particolare forma d’arpa, ed era la natura, la vera ed unica protagonista.
Ciò che rimaneva allora era la voce del vento, il canto forse di quelle sirene udite da Ulisse, ed il sogno di essere lì in quel momento”.
Giuseppe Ferlenga
 
 
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L’inaugurazione dell’Arpa eolica di Mazzano ha visto la partecipazione di circa 400 persone che hanno seguito i due momenti dell’evento: al mattino, la parte più istituzionale, ed alla sera, il momento più conviviale e culturale.

Presenti all’inaugurazione le autorità civili, militari e religiose del luogo. Dopo la S.Messa, celebrata da Don Marcello Veronesi, la cerimonia è proseguita con il taglio del nastro da parte del sindaco di Negrar. Presente il Comandante dei Carabinieri di Negrar, Maresciallo Franco Turetta e carabinieri in servizio, l’Associazione Nazionale Carabinieri della frazione di Negrar. Era presente poi una bella delegazione della Protezione Civile, molti Alpini delle varie associazioni d’Arma della zona, la Squadra Campanaria di Torbe, nonché molte persone sensibili alle tematiche espresse da questo monumento.

Mazzano

Arpa eolica di Mazzano - Ferlenga

 Taglio del nastro da parte del Sindaco di Negrar dott. Roberto Grison

La cerimonia d’inaugurazione ha vissuto poi, in serata, un secondo momento conviviale. All’interno dell’adiacente chiesa parrocchiale si è svolto un concerto di corali polifoniche. Tra il primo ed il secondo tempo musicale, l’ideatore dell’Arpa eolica ha tenuto una breve chiacchierata culturale per illustrare le principali concettualità dell’opera e per presentare chi ha lavorato affinché questo monumento diventasse realtà: in rappresentanza dei lavoratori, il sig. Franco Peretti che ha coordinato le varie fasi, ed il geometra Marco Peretti che ha curato l’aspetto tecnico burocratico per l’ottenimento dei permessi di legge ed ha eseguito la Direzione dei Lavori durante le fasi d’installazione dell’opera.

La serata è terminata all’aperto con vin brulé ed ottime torte casalinghe; ma quando proprio l’evento sembrava volgere a conclusione, durante un’ultimo brano corale eseguito all’aperto, in cielo è sfrecciata una grande meteorite che ha illuminato la scena lasciando tutti visibilmente emozionati. L’evento astronomico, per le particolari dimensioni dell’oggetto celeste, è stato registrato anche da due stazioni di rilevamento nazionali e ripreso dalla stampa.

Purtroppo a Mazzano nessuna macchina fotografica è riuscita a catturare un’immagine della meteorite ma unendo le informazioni dei vari testimoni, l’indomani è stata ricostruita fedelmente la scena in computer-grafica.

Arpa eolica Mazzano

 Ricostruzione del fenomeno celeste osservato la sera dell’8 novembre 2015. La meteorite è una ricostruzione grafica fotoinserita in un’immagine reale del pubblico presente.

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guida turistica arpa eolica

Estratto della guida turistica “Alla scoperta della Valle di Negrar” realizzata dal Comune di Negrar e reperibile gratuitamente presso il Comune stesso. Tra le “cose da vedere” è inserita anche l’Arpa eolica di Mazzano.

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